informazioni sul mondo del lavoro Contratto a Progetto, CoCoCo, CoCoPro

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Postato Venerdì 08 Aprile 2011 alle ore 16:28:07 da Fabio Alfonso Butticè
Il Contratto a Progetto conosciuto anche come "Contratto di Collaborazione a Progetto" (Co.Co.Pro o brevemente CoCoPro) è un tipo di contratto di lavoro disciplinato in Italia dal D. Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi) di attuazione della legge delega 30 del 2003 e dalla L. 248/2006.

Tale contratto sostituisce in pratica il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co. brevemente CoCoCo), tipologia di contratto che può essere ancora utilizzato ma solamente in alcuni ambiti.

Nelle Pubbliche Amministrazioni, ad esempio, si usa ancora il CoCoCo, ma anche in altre situazioni come ad esempio nei rapporti con i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società o con i partecipanti a collegi e commissioni. Inoltre non si può stipulare un CoCoPro con un professionista iscritto all’albo nel caso in cui la prestazione del contratto è di natura intellettuale o nel caso in cui si tratti di prestazione occasionale.

Il contratto CoCoPro deve essere obbligatoriamente redatto in forma scritta e deve contenere una serie di informazioni necessarie alla validità del contratto stesso, come ad esempio la durata della prestazione. Deve obbligatoriamente essere indicato anche il progetto specifico di lavoro, determinato dal datore di lavoro ma che può essere gestito in autonomia, anche temporale, dal collaboratore, nel senso che il datore di lavoro non può fissare un orario giornaliero di inizio e fine come avviene invece nel caso del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Ovviamente il collaboratore si impegna a terminare il progetto entro la data stabilita dal contratto stesso.

Anche il corrispettivo, i tempi e le modalità di pagamento e la gestione di eventuali rimborsi spese devono essere esplicitamente indicata nel contratto CoCoPro e devono essere proporzionati alla quantità e qualità del lavoro svolto.

In caso di gravidanza, malattia o infortunio del collaboratore a progetto il contratto di CoCoPro viene temporaneamente sospeso rimanendo valido ma non viene erogato il corrispettivo. Tale sospensione non comporta una proroga della durata del contratto (tranne nel caso di gravidanza) che si estingue alla naturale scadenza. Il datore di lavoro può tuttavia recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto stesso.

Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa, rispettando il periodo di preavviso indicato nel contratto stesso.

I CoCoPro versano, come i dipendenti, parzialmente tramite i datori di lavoro, contributi INPS (1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico del datore di lavoro) a una cassa mutua di categoria (gestione separata, attualmente non cumulabile con eventuali altri contributi pagati ad altri fondi INPS) e sono anche protetti con l'assicurazione antinfortunistica (quest'ultima totalmente a carico del datore di lavoro).

Ovviamente gli importi versati da un CoCoPro (circa il 27% dell'importo lordo) e da un dipendente (circa il 37% dell'importo lordo) sono abbastanza diversi, calcolando che il dipendente beneficia (a seconda del ccnl applicato) di ulteriori mensilità (tredicesima, quattordicesima) ed ha diritto a ferie e malattie pagate oltre al TFR (Trattamento di Fine Rapporto, che in linea di massima corrisponde ad una ulteriore mensilità ma sul quale non vengono applicate le ritenute contributive) questo si rifletterà sulla pensione maturata (dal 1 gennaio 1996 infatti per tutte le persone prive di anzianità contributiva il calcolo viene effettuato su base dei contributi versati).

A mero titolo di grossolano esempio (...il calcolo potrebbe non riflettere tutte le condizioni di una situazione reale) un dipendente con contratto metalmeccanico (tredici mensilità) che prende un netto mese di circa 1.200 € versa un monte contributi pari a 10.000 €/anno mentre un CoCoPro con una busta paga equivalente versa un monte contributi di circa 5.000 €/anno, circa la metà.

I calcoli appena effettuati possono subire oscillazioni anche importanti in base a numerosi parametri quindi è da considerarsi del tutto indicativo.
Pubblicato in Contratti di lavoro
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